Il ricorso alla dote a Catania, Paternò e Randazzo dal principio del XV alla metà del XVI secolo

Bisogni economici, conformismo sociale, rapporti successori, forme di controllo familiare costituiscono le principali aspettative ed esigenze legate all’istituto della dote. Il passaggio dei beni era raramente eludibile nelle contrattazioni tra le famiglie nella Sicilia bassomedievale. Per il Quattr...

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Detalhes bibliográficos
Autor: Titone, Fabrizio
Formato: artículo
Fecha de publicación:2025
País:España
Recursos:Universidad del País Vasco
Repositorio:Addi. Archivo Digital para la Docencia y la Investigación
OAI Identifier:oai:addi.ehu.eus:10810/74966
Acesso em linha:http://hdl.handle.net/10810/74966
Access Level:acceso abierto
Palavra-chave:historia medieval
Sicilia
historia económica
historia de género
Descrição
Resumo:Bisogni economici, conformismo sociale, rapporti successori, forme di controllo familiare costituiscono le principali aspettative ed esigenze legate all’istituto della dote. Il passaggio dei beni era raramente eludibile nelle contrattazioni tra le famiglie nella Sicilia bassomedievale. Per il Quattrocento sino a metà del Cinquecento, i 105 contratti dotali qui esaminati riguardano tre comunità della Sicilia orientale, Catania, Paternò e Randazzo, tra loro vicine e legate da connessioni economiche e da medesime norme consuetudinarie o di diritto privato. Questo studio prende in esame l’organizzazione dei rapporti parentali e successori e le ragioni che spingevano a scegliere i beni e il luogo di residenza dei coniugi. La tipologia dei beni permette di approfondire l’importanza economica e simbolica della dote e il ruolo della donna sulla stessa. I limitati dati disponibili sulla residenza non consentono generalizzazioni ma offrono alcune informazioni significative. L’analisi proposta conferma la necessità di connettere teoria e prassi e che solo una precisa contestualizzazione rende possibile superare una lettura approssimativa.